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Lazio Bike Days: il secondo giorno del premia la svizzera Liechti e la doppietta Padovani di Bozzola e Lorello

2026-04-25 23:01

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Lazio Bike Days: il secondo giorno del premia la svizzera Liechti e la doppietta Padovani di Bozzola e Lorello, ma anche la Tirreno Bike Giovanissimi e oltre 500 partecipanti tra Bike4Fun e Liberazione Run

Lazio Bike Days giorno 2: Liechti vince il Caleffi Liberazione Women, doppietta Padovani U23 con Bozzola e Lorello, poi Giovanissimi, Bike4Fun e gara podistica

 

La seconda giornata dei Lazio Bike Days firmati Terenzi Sport Eventi ha permesso a centinaia di persone, tra atleti, tecnici, semplici pedalatori e appassionati di ogni età, di vivere un sabato 25 Aprile all'insegna del ciclismo nelle sue forme più ampie e alte, accompagnate dal racconto impeccabile dell'inedito duo di speaker composto dal romagnolo Ivan Cecchini e dal siciliano Gaetano Pecoraro.

 

La maglia rosa del Caleffi Liberazione Women, sulla distanza di 96 km nel circuito unico al mondo di Caracalla, è andata a un'atleta svizzera: la classe 2002 Jasmin Liechti, della Continental elvetica Nexetis. Tutti aspettavano la UAE Adq, qui vincitrice nel 2024 con Consonni e nel 2025 con Blasi, e in effetti la fuga decisiva ha visto il team emiratino in superiorità numerica, ma non è bastato. All'immancabile presenza federale del presidente del Comitato regionale Lazio Maurizio Brilli, e della pluricampionessa Marta Bastianelli (vincitrice delle due prime edizioni del Liberazione femminile, nel 2016 e nel 2017) sempre emozionata quando torna alle sue origini romane e ammirata dall'impegno organizzativo di Claudio Terenzi per tutte le categorie, la prima azione solitaria è stata quella di Elena Pirrone della Mendelspeck.
 

L'attacco decisivo è stato quello a metà gara di Fee Knaven e Magdalena Leis della UAE Adq, insieme a Lara Crestanello (Isolmant Premac Vittoria) e appunto Jasmin Liechti.

Staccata Crestanello, il trio superstite sembrava destinato a spartirsi le posizioni sul podio, invece all'ultimo giro Liechti ha preso in controtempo l'accoppiata UAE e si è presa la sua terza vittoria stagionale, dopo quelle alla Porec Classic in Croazia e nel Grand Prix Berra nella natia Svizzera. Alle sue spalle la tedesca Reis ha lanciato il contrattacco che l'ha portata a chiudere al 2° posto. Ripresa invece l'olandese Knaven, la volata per il 3° posto è stata vinta da Nina Kessler: connazionale di Knaven, ma compagna di Liechti, per una Nexetis che quindi occupa la prima e la terza posizione, con in mezzo Reis per la UAE Adq. Col suo sprint per il bronzo, Nina Kessler ha messo in riga due italiane, Chantal Pegolo (Isolmant Premac Vittoria) e Giulia Zambelli (Biesse Carrera), l'eterna lituana Rasa Leleivyte (Aromitalia Vaiano), la slovena Nika Bobnar (tripla top-10 per la Nexetis!), la russa Polina Danshina (Gauss Petrucci), Andrea Casagranda (Bepink Vini Fantini, squadra che ha trainato a lungo il gruppo) e via via le altre, a partire da Giada Silo (UAE Adq) che ha chiuso la top-10.

 

Così Jasmin Liechti: “Sono felicissima della mia condotta di gara e del successo conquistato in uno scenario come questo! Quando mi sono trovata in inferiorità numerica nella fuga, sono riuscita a rimanere calma e ragionare attentamente su come gestire le energie e sul momento giusto per anticipare”. Vincere questa corsa è spesso un trampolino di lancio verso il professionismo, vedremo se sarà così pure per Liechti, proveniente da quattro stagioni nella categoria Continental. È stato un trionfo svizzero, ma con un tocco di italianità rappresentato dal direttore sportivo della Nexetis, il bolzanino Edi Telser.

 

Il Caleffi Liberazione Women era inoltre valevole come quinta tappa femminile della Coppa Italia delle Regioni, la challenge della Lega Ciclismo Professionistico, rappresentata nell'occasione dal Vicesegretario Fabio Vegni. Premiata Chantal Pegolo come miglior italiana al traguardo, Elena Pirrone per il premio combattività, Gaia Segato (Bepink Vini Fantini) per quanto riguarda la classifica scalatrici di giornata e la sua compagna Sofia Arici per il traguardo volante Sicurezza Stradale.

 

Contemporaneamente alle donne Elite, su un'ampia superficie erbosa antistante alle antiche Terme, si sono scatenati 87 Giovanissimi di 17 società nello short-track Liberazione Kids. Ad aggiudicarsi il premio per la presenza più numerosa è stata la Tirreno Bike.

 

Successivamente, a mezzogiorno, il momento che rispecchia nella loro pienezza i valori della manifestazione: la Bike4Fun, che tra Pedalata e Camminata del Dono e dei Donatori ha visto quasi 500 persone, unite dal sostegno alla causa della donazione degli organi e dal piacere di godersi un'ora spensierata in un ambiente monumentale come quello di Caracalla, Mura Ardeatine, Piramide Cestia e Circo Massimo, arricchire di colore e solidarietà il cuore della capitale.

A coordinare la Bike4Fun è ANED Sport, sotto la guida del prof. Mariano Feccia e di Bruno Galimberti, in collaborazione con le associazioni AIDO, ACTI, ADMO, FINTRED, Sport & Smile, Associazione Cani Salvataggio, Hydra Team e Libere di Camminare, protagoniste peraltro insieme ad ARES118 e ASL Roma 1 del Villaggio della Salute, che ha consentito ai cittadini di accedere gratuitamente a screening sanitari, vaccinazioni gratuite, dimostrazioni di soccorso e preziose informazioni su salute e prevenzione. In testa ai partecipanti della Bike4Fun, alcuni atleti della squadra nazionale trapiantati ANED APS.

 

Nel pomeriggio, l'evento clou della due giorni: il 79° Gran Premio della Liberazione, tradizionale "Mondiale di primavera" maschile Under 23. Quella che si è materializzata nella Città Eterna, davanti agli occhi federali del c.t. della Nazionale U23 Marino Amadori e del segretario generale F.C.I. Marcello Tolu, è stata una doppietta della Padovani: ad aggiudicarsi l'ambita maglia azzurra realizzata da Giessecygling (laboratorio di maglie da ciclismo personalizzate, punto di riferimento nel Centro Italia) è stato Mirko Bozzola, già vincitore del Liberazione Juniores nel 2022 con l'Aspiratori Otelli, davanti a Riccardo Lorello. Molti si aspettavano che sarebbe stato Lorello, vincitore del Trofeo Piva e autore di piazzamenti pure in gare professionistiche, a lanciare la zampata vincente. Invece è stato Bozzola, che ha tagliato il traguardo con le braccia commosse al cielo per dedicare il successo al compianto compagno di squadra Kevin Bonaldo, venuto a mancare lo scorso autunno. Completa il podio il generoso Tommaso Anastasia, della Technipes #InEmiliaRomagna con dieci secondi di margine sul compagno Marco Martini.

 

È stata una corsa che ha reso fede alla propria storia, una sfida a suon di scatti e controscatti a quasi 43 km/h di media tra 154 corridori di 28 squadre e 19 nazionalità. Prima si sono avvantaggiati Ilya Slesarenko (Biesse Carrera Premac), José Prieto (Petrolike) e il già citato Tommaso Anastasia. Poi ci hanno provato ancora Prieto e Mihnea Harasim (Skyline) e successivamente Matteo Paltrinieri (Technipes #InEmiliaRomagna), Lorenzo Dalle Crode (Trevigiani Energiapura Marchiol) e Maxwell Hereward (Zappi) ma la General Store ha ben controllato la situazione, propiziando una forte selezione e il ricompattamento del plotone principale a 25 km dall'arrivo. L'anarchia imperante ha portato a una caduta in gruppo e alla formazione di un attacco a 13: Federico Brafa e Stefano Leali (Biesse Carrera Premac), il figlio d'arte Marcos Freire (UAE Gen Z), Lorenzo Mottes (Trevigiani Energiapura Marchiol), ancora Prieto della Petrolike, Marco Martini (Technipes #InEmiliaRomagna), Nicholas Van der Merwe (Monaco), Andrea Godizzi (Sissio), Thor Nielsen (Airtox Carl Ras), Omer Ramon (NSN Development) e il trio Anastasia-Lorello-Bozzola, che ai -14 ha staccato tutti.

 

Perfetto lavoro in tandem per il duo diretto da Matteo Paiola: a 3 chilometri dalla fine, approfittando di uno dei numerosi strappetti e rilanci dell'infido e affascinante circuito delle Terme di Caracalla, Bozzola ha accelerato e Lorello ha stoppato (e poi anticipato) Anastasia, sfiancato anche dalle energie spese fin dall'inizio e pure nella cavalcata finale dove non si è risparmiato. Dietro di loro, Martini ha regolato Mottes e il resto degli inseguitori.

 

Di seguito le parole del primo, secondo e terzo classificato, un podio tutto italiano dopo quello tutto estero del Caleffi Liberazione Women:

 

Mirko Bozzola: "L'avevamo preparata e sognata in questo modo, avevo il Gran Premio della Liberazione nel mirino da oltre un mese. Era difficile andar via con un livello di avversari così alto ma personalmente conosco bene questo percorso dove ho vinto da Juniores. Sono stato contento di vedere che Lorello ha seguito il mio attacco nel finale, sapevamo di avere la gamba giusta quindi non abbiamo guardato in faccia a nessuno, ho rilanciato 3-4 volte prima di rimanere da solo. I complimenti vanno anche ad Anastasia, che non ha mai saltato un cambio. Le braccia al cielo vanno tutte a Kevin. Ci tenevo tanto, qui a Roma che è la mia città preferita poi è il massimo!"

 

Riccardo Lorello: "Avendo vinto il Piva da poco, ci eravamo messi d'accordo in tempi non sospetti che, se fossimo arrivati insieme, avrei lasciato a Mirko la vittoria. Lui da par suo ha avuto la gamba perfetta, io da amico fraterno glielo dovevo e spero che sia per lui una rinascita. Sono commosso per lui e per tutte le persone che lavorano in Padovani e che mi stanno vicini nella vita per permettermi di dare il massimo in bici ogni giorno."

 

Tommaso Anastasia: "Quando si è rotto il gruppo di testa al terzultimo giro, ho voluto subito seguire i due atleti della Padovani ma i crampi e le poche energie residue dopo una corsa all'attacco non mi hanno permesso di fronteggiare il loro gioco di squadra. Il piano orchestrato col nostro direttore sportivo Francesco Chicchi era di portare Alessio Menghini a un'eventuale volata, ma sapevamo che il Liberazione è soggetto a epiloghi più simili a gare di montagna che da sprinter, quindi eravamo tutti pronti a entrare nelle azioni. Peccato per non essere riuscito a lottare per la vittoria, ma un podio a Roma è sempre un bel risultato."

 

Di seguito le dichiarazioni delle istituzioni:

 

Alessandro Onorato, Assessore allo sport, grandi eventi, turismo e moda di Roma Capitale: “È uno sport che amiamo, uno sport democratico che tutti possono praticare e che stiamo promuovendo sempre di più nella nostra città. Il Gran Premio della Liberazione è l’occasione sia per ricordare uno dei momenti fondamentali del nostro Paese, la liberazione dal nazifascismo, e allo stesso tempo vivere uno degli appuntamenti sportivi più importanti in Italia. Le grandi promesse sono qui per correre ed è il motivo per il quale Roma sostiene questo evento. La Bike4Fun, inoltre, è un modo per avvicinare sempre più persone alla pratica sportiva e all’utilizzo della mobilità sostenibile nella nostra città, l’abbiamo voluta fortemente e oggi ho partecipato anch'io con le mie figlie, a testimonianza del valore che ricopre per la nostra amministrazione”.

 

Svetlana Celli, Presidente Assemblea capitolina: “Una giornata sempre emozionante, un evento importante per diversi motivi, sia per il ciclismo, uno sport appassionante, che per i tanti cittadini che sono qui oggi in uno scenario meraviglioso, ma importante anche per il messaggio che il Gran Premio della Liberazione vuole emanare, quello di unire la memoria, la storia, insieme a un diritto universale come lo sport, quindi avanti tutti per l’ottantesima edizione”.

 

Maria Spena, componente del Cda di Sport e Salute: “Oggi siamo qui insieme all’organizzatore Claudio Terenzi, che ha coinvolto centinaia di persone, tra atleti provenienti da tutto il mondo e amatori che hanno partecipato alle prove aperte a tutti. È un grande evento internazionale di ciclismo, ma mi fa piacere sottolineare soprattutto il valore delle corse delle donne e dei giovani, perché quel gap tra uomini e donne nello sport finalmente si sta abbattendo. Dal 2025 non c’è più quella distanza sul podio e questo è un traguardo raggiunto davvero importante. Aggiungo che oggi anche la solidarietà ha vinto, con tanti stand che danno servizi per la tutela della salute, e poi la pedalata sociale a vantaggio dei ragazzi che hanno subito un trapianto, un progetto che gli organizzatori portano avanti da tempo e per questo siamo al loro fianco”.

 

Luciano Crea, presidente della Commissione Cultura, spettacolo, sport e cultura della Regione Lazio: "Il Gran Premio della Liberazione è un evento che aiuta a promuovere la cultura dello sport, oltre a a camminare di pari passo con l’aspetto della prevenzione della salute e che evidenzia la capacità organizzativa sia dei vertici del ciclismo nazionale che di Terenzi Sport Eventi, ai quali vanno i nostri complimenti. Inoltre parliamo di un evento internazionale che si svolge in un luogo iconico, mettendo in evidenza le bellezze di Roma, che merita sempre di essere lodata e supportata in ogni iniziativa che viene organizzata".

 

Il magico mix di agonismo e sano stile di vita che caratterizza i Lazio Bike Days non si esaurisce con la corsa ciclistica U23. A concludere questo festivo sabato capitolino è stato infatti il Liberazione Run, gara podistica in collaborazione con Appia Run che ha richiamato circa 400 atleti sulle stesse strade dello storico evento ciclistico: per quanto riguarda la corsa competitiva, sulla distanza di 10 km, hanno vinto tra gli uomini Hamza Bouryoug e tra le donne Kalliopi Schistocheili. A racchiudere il senso profondo delle due giornate è stato infine l'organizzatore Claudio Terenzi: "Insieme al mio fantastico gruppo di lavoro, che si impegna mesi e mesi per questi due giorni di ciclismo per tutti, abbiamo allestito una manifestazione che ha visto premiato l'impegno degli atleti e di chi permettere loro di esprimere il proprio talento. Abbiamo curato in maniera particolare la sicurezza, un tema per cui l'attenzione non è mai troppa, di pari passo con la cura che mettiamo per le tematiche sociali incarnate nella Bike4Fun - Pedalata e Camminate del Dono e dei Donatori, rafforzata dal Villaggio della Salute che ha svolto un ruolo fondamentale per l'informazione su salute e prevenzione. Ringrazio per l'indispensabile supporto la Regione Lazio e l'assessore Alessandro Onorato. L'unica categoria che non corre il Gran Premio della Liberazione è quella degli uomini professionisti, ma per quello vi do appuntamento al Gran Premio del Lazio il 19 settembre!"

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